Economia Spagnola

Inutile girarci tanto intorno: l'economia spagnola non sta passando un bel periodo. Se, indubbiamente, quella che si sta vivendo è una crisi di carattere globale, non si può negare che i paesi europei di area mediterranea sono quelli che maggiormente hanno subito il contraccolpo di questo scossone economico e finanziario. Se fino a pochi anni fa parlare di economia spagnola significava davvero parlare di un miracolo, nel quadriennio 2008-2012 si è verificata una forte battuta d'arresto. Certo se si pensa a cosa è riuscita a fare la Spagna negli anni successivi alla dittatura, l'accelerata che è riuscita a dare alla sua economia partendo da condizioni decisamente arretrate, la speranza è quella che il paese iberico riesca a riprendersi con altrettanta forza e orgoglio.

Facciamo allora un breve passo indietro per capire cosa è successo all'economia spagnola tra il 2008 e il 2012: alcuni settori, tra cui quello edilizio, hanno cominciato a soffrire, dando il via ad una contrazione del PIL, cosa che non avveniva da ben 15 anni. La situazione non si è rivelata da subito drammatica dal momento che, nel 2008 il debito pubblico non era ancora di dimensioni preoccupanti. Poi la situazione ha cominciato a deteriorarsi repentinamente per una crisi mondiale che ha colpito duro l'economia spagnola. La speculazione delle agenzie di rating e fattori finanziari hanno iniziato a corrodere anche l'economia reale che ha visto crescere il rapporto tra debito pubblico e PIL, con una disoccupazione che ha assunto dimensioni preoccupanti.

Nel giugno del 2012 l'economia spagnola ha dovuto fare i conti anche con la crisi del sistema bancario che ha indotto critiche feroci, politiche e sociali, verso quei provvedimenti atti a salvaguardare e ricapitalizzare le banche: il governo di Rajoy ha dovuto formalizzare una richiesta d'aiuto finanziario all'Europa. L'economia spagnola ha quindi iniziato a fare i conti con quanto iniziato dalla bolla immobiliare. I dettagli sono storia odierna e i provvedimenti che il governo sta adottando sono quelli di forti misure di austerità che vanno da tagli agli statali ad aumento delle aliquote IVA.

Certo la situazione non è rosea al momento ma, pur in questo quadro non brillante, l'economia spagnola, in alcuni casi, ha dato dei colpi di reni davvero controtendenza, con alcune aziende che hanno visto aumentare la loro espansione in aree come il Sud America e l'Asia. Vi sono poi comparti come quello farmaceutico e delle bio-tecnologie che stanno lavorando duro per difendere alcune delle eccellenze di cui si compongono.

Ma per l'economia spagnola c'è un settore che, soprattutto in alcune aree, anche nel 2012 ha dato risultati positivi, confermando come questo comparto possa essere un prezioso volano per la ripresa del paese, anche in termini occupazionali. Secondo dati del Ministero del Turismo Spagnolo il 2012 ha visto un incremento del turismo internazionale in una percentuale che si aggira attorno al 4%. Certo non si deve cantare vittoria perché, parallelamente a questo dato, vi è quello relativo ad un calo del turismo nazionale, dovuto certo alla contrazione dei consumi e del potere d'acquisto dei salari. Ma, pur con le dovute necessarie analisi, quello del turismo è un settore che sta dando alcune indicazioni che meritano attenzione. Anche per la distribuzione del turismo stesso che può disegnare anche una geografia di possibili movimenti economici: Canarie e Baleari crescono in termini di presenze, come Barcellona. Madrid resta stabile, e non è poco, e meravigliose città come Siviglia e Valencia, vedono l'offerta alberghiera puntare su una politica dei prezzi particolarmente appetibile. E forse anche per questa capacità di "monitoraggio" il turismo potrebbe diventare, soprattutto in alcune aree, un aiuto importantissimo per l'economia spagnola.




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